Che succede alla nostra Sanità?

I crescenti costi della diagnosi e delle cure, i trattamenti inappropriati e poco utili, gli errori medici e organizzativi, ma anche le disparità tra area ed area del Paese, la stretta economica indiscriminata, la crescente burocrazia, gli scarsi investimenti sulle strutture, sull’organizzazione, sul personale e sulla sua preparazione e motivazione, sull’educazione sanitaria della popolazione stanno mettendo a serio rischio il nostro Servizio Sanitario e ne stanno modificando la natura, i principi e i risultati.

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Abbiamo sbagliato

La buona medicina dipende dai buoni medici e il medico è buono se ama il suo lavoro, ha una forte base etica, è ben preparato e aggiornato, è autonomo nella decisione. Oggi questi valori si stanno spegnendo; i medici sono schiacciati dalla burocrazia, da norme sempre più vincolanti che li marginalizzano, da controlli e regole imposti dall’alto e spesso inadatti.

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I cambiamenti in sanità

Nessuna riforma sanitaria risulta efficace a lungo termine se non si colloca a livello delle corsie ospedaliere, degli ambulatori e della medicina del territorio. A questo livello le trasformazioni devono essere piccole e progressive e richiedono la partecipazione convinta dei medici e del restante personale sanitario.

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Un Nuovo Modo di Fare Sanità

⇒Tra i motivi che rendono economicamente non sostenibile il Servizio Sanitario Nazionale (e gli altri sistemi sanitari occidentali) vi è l’impostazione della sanità che da sempre si è occupata delle persone dopo che è comparsa la malattia (cosiddetta medicina di risposta o reazione).

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L’inerzia dei Governi è Colpevole

Commentando l’inerzia del governo inglese nel prendere provvedimenti atti a promuovere la tutela della salute dei giovani, l’articolo di Lobstein T. e McPherson K. (Nothing new in UK’s strategy on childhood obesity. Lancet 388, 853-54, 2016) chiude con una frase che condivido e che interpreta anche il mio sentimento di rabbia e di sgomento verso una politica che protegge gli interessi organizzati anziché la salute: Continue reading